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Vittimismo

Mantieni la posa
non vacilli dal piedistallo
che ti sei eretto.
Il luccichio della spada ancora linda
al termine della disfatta
è l’unica cosa di cui ti curi.
L’eco sterile di una maledizione
contro te non lanciata
è l’unico pensiero che affossa il capo nel giaciglio.
Non hai praticato barbarie
non ti sei aggrappato al rancore
ma nella ritirata hai ceduto
all’umiliazione di un’ultima preghiera.
Hai lasciato sul campo
il banchetto della vittoria troppo presto allestito
e agli invitati mostri le ferite
ti vanti della lacerazione subita dal Mostro
piangendo chiedi una lacrima impietosa,
non vedi la patetica inutilità di tutto questo?

Manierismi volti all’iperbole
menti a te stesso, ignaro
della meschinità del tuo atteggiamento,
lo sai che è onanismo la vana vanteria di credersi nel giusto.
A nulla vale
la cortesia del cavaliere senza macchia
Lei non tornerà e tu dovrai incamminarti
trascorrerai altre costellazioni tra la fame e il gelo
leso nel ricordo.
Puro o impuro
cessa di essere l’eroe romantico di te stesso,
non vi è condono di questa condanna
ma solo digerendo a bocca chiusa
le domande che non avranno mai risposta
vedrai le valli soleggiate oltre le colline.

8 agosto 2018

Non voltarti

Non voltarti
sai di non voler tornare indietro
non desideri ricadere
nelle veglie della barbara venerazione,
quello stato di minorità
che solo a te stesso puoi imputare.

Non la desideri,
come non desideri più gli altri spettri
che la lama scarlatta ha rievocato
dal letargo dell’oblio.

Brucia un sogno incenerito dal rifiuto
e l’umiliazione di esserti venduto a un così basso prezzo,
grava su di te la mole delle illusioni
i nobili sentimenti smascherati nella loro ingenuità
che nell’attimo della rovina
si sono fatte maceria.

Ma hai visto i valori della bilancia
non c’era mai stata giustizia nel vostro rapporto.
Volevi la libertà?
Amane allora anche il peso, il sacrificio
la solitudine divelta
eppure tua.

E ora eccoti qui,
in questo cimitero di speranze e occasioni
recise sul nascere,
avresti preferito la vita con lei
che cavalcarne l’eco
architettando quest’inutile poema.
Sarai ancora una volta
l’uomo che ritorna a sé a mani vuote,
spasmodiche nel tentativo di afferrare
ciò che non sfioreranno mai
ciò che non sfioreranno più.

12 agosto 2018

 

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