Gustave Courtois, Orpheus

Non voglio tornare da te Euridice
lascio affondare nel silenzio
la tua nostalgia che tenta di afferrarmi.
Non è vero che ti ho lasciata nell’Averno
lì mi sono seppellito da solo
mentre viva cammini tra le estati e i banchetti degli uomini.
Il tuo talamo non si è mai raffreddato,
dimmi Euridice, hai mai conosciuto il lungo inverno dei morti?
Intera, tacita, ti sei voltata verso la luce
e hai risalito il pendio senza più rivolgerti domanda,
pronta a raccogliere le messi mature in agosto.
Dopo di te, dopo di noi,
mi sono smarrito a storcere la lira tra anime dannate
avvolti nella nostra notte insonne
nell’eco di palpebre soavemente richiuse.
Hai mai fissato la volta di queste caverne
lo sguardo sbarrato nell’orrore di chi sei stata?

Non mi volto verso un passato
che non bramo più di rivedere,
nella tenebra senza riparo
mi sono arreso a Dioniso
a braccia aperte ho accolto il richiamo dell’orgia.
Sento già il riso infernale delle baccanti
le carni lacerarsi lungo la rosa dei venti,
nella lira risuona l’ultima nota d’un ditirambo
sovrasta persino lo strazio del corpo macellato.

Defluisce lungo le rive dell’Ebro
la zattera di corde su cui galleggio
mi sorreggono le onde del mio canto dissanguato.
Sul volto ho ancora scolpito un sorriso
che neppure il massacro cancella,
trasportato verso il placido oblio sciolgo
l’indelebile colpa
d’esser stato chi non sono.

26 dicembre 2017 – 21 settembre 2018

Dipinto: “Orfeo” di Gustave Courtois, 1875.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...