Due poesie sconsolate e due congedi

Sorriso La luna si è rannuvolata l’assenza del tuo sorriso mi oscura e non farà più ritorno. Sorriderai anche domani, sorgente stessa della tua stella, mi strazia la tua autarchia di felicità non ero che un’appendice della tua vita io che dipendo da aiuti umanitari. Andandotene hai pignorato il sorriso che mi avevi donato forse … Leggi tutto Due poesie sconsolate e due congedi

Barbaro

Raccontami della tua capanna nella steppa ora cenere sotto lo zoccolo dell'unno che ti ha cacciato dalla dimora dei tuoi avi. Raccontami di come hai passato il limes di tuo fratello inghiottito da una bocca di lupo abbandonato lì all'ombra di mura invalicate. Raccontami dell'inverno nelle selve teutoni o del vento sferzante della Pannonia, della … Leggi tutto Barbaro

Rimbaud

L'eco del tuo schiaffo riecheggia ancora. Ancora adolescente ti sei lasciato alle spalle ciò che v'è di più sacro con la leggerezza del nomade hai abbandonato nella dimora antica il nobile consumato. Ci hai condannato alla vecchiaia precoce te che mai inecchierai condannati a inventare vuote poetiche ridondanti memorie noi grafomani stanchi incarcerati in un … Leggi tutto Rimbaud

Marcia forzata (Erőltetett menet) di Radnóti Miklós. Traduzione personale dall’ungherese

"Marcia forzata” di Radnóti Miklós Folle, chi stramazzando a terra      si rialza e di nuovo si trascina, e come vagabondo tormento      muove caviglie e ginocchia eppure ancora s’incammina      come sollevato da ali, e invano lo chiama il fossato,      tanto non osa rimanere, e se gli domandi, perché no?      forse persino ti risponde, che lo aspetta … Leggi tutto Marcia forzata (Erőltetett menet) di Radnóti Miklós. Traduzione personale dall’ungherese